GIARDINAGGIO A PARMA. SIAMO GIUNCHIGLIA, COOPERATIVA SOCIALE.
CURIAMO IL VERDE CHE ABITA INTORNO A VOI
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Voler bene al lavoro
Ci sono molte idee sul lavoro nel “verde”. La nostra è questa: solo dipendenti regolarmente formati e stipendiati, tante attrezzature alimentate a batteria che non inquinano e non svegliano nessuno al mattino. Poche piccole cose, semplici e professionali, per operare ovunque alla grande.
Verde pubblico
Tanti viali alberati lungo le strade e tanto verde pubblico fra Parma e i Comuni della Pedemontana portano il nostro segno. Siamo infatti una realtà storica diffusamente radicata nel territorio provinciale, conosciuti per la cura e manutenzione del verde pubblico.
Verde condominiale
Organizziamo e gestiamo la manutenzione programmata delle aree verdi: tappeti erbosi, siepi, arbusti e alberature.
Giardini privati e aziendali
Giardinieri a Parma. Perché scegliere Giunchiglia.
La Cooperativa Giunchiglia nasce ufficialmente nel 2016, ma ha alle spalle oltre trent’anni di esperienza nel verde. Nasce infatti per volontà di alcuni soci che, dopo una precedente lunga esperienza maturata nei ruoli chiave di una importante società specializzata nella manutenzione del verde, hanno deciso di investire le loro competenze ed energie per ri-creare una realtà efficiente e affidabile.

Per l’appunto Giunchiglia, nome di un fiore instancabile, che cresce anche fra le rocce, che non teme il freddo nell’annunciare la primavera, che profuma di pulito, che con i suoi flessibili steli si piega, ma non si spezza e asseconda ovunque il vento e la natura dei luoghi. Noi assomigliamo un poco alle giunchiglie. Siamo infatti certi di poter assecondare le vostre esigenze ed interpretare al meglio ogni vostro spazio e ogni vostro progetto green.
Foto album Giunchiglia
Uno sguardo su quello che Giunchiglia realizza ogni giorno. Basta cliccare sulla foto per aprire la gallery.
Transizione ecologica? Detto fatto, niente fumi e rumori, si va a batteria!
La Cooperativa Giunchiglia, nel segno di un rinnovato impegno “verde”, ha realizzato il superamento dei motori termici a combustibili fossili. Il cambio di energia riguarda tutte le attrezzature leggere utilizzate per la manutenzione del verde.
I vantaggi sono ovviamente molto interessanti sia in ambiente pubblico che privato: assenza di emissioni inquinanti e gas di scarico, rumore compatibile con le attività presenti, vibrazioni ridotte al minimo, migliore qualità del lavoro e tutela per i nostri operatori. Insomma, un cambio epocale che Giunchiglia è lieta di mettere a disposizione di tutti. Siamo fra i primi a farlo in Italia e ne siamo orgogliosi!
L’utilizzo di attrezzature da giardinaggio a batteria è realmente la scelta più moderna ed efficiente per la cura del verde. Questi strumenti offrono prestazioni ormai del tutto paragonabili ai vecchi motori a scoppio, ma garantiscono, oltre al ridottissimo impatto ambientale, un comfort di lavoro nettamente superiore per l’operatore: si lavora meglio con maggiore produttività e soddisfazione!
Elevato standard di lavoro, tutta Giunchiglia a batteria!
Il cambio di energia riguarda tutte le attrezzature leggere utilizzate per la manutenzione del verde. Sono stati dismessi tutti i macchinari alimentati a miscela di benzina (decespugliatori – soffiatori – taglia siepi – motoseghe – rasaerba); al loro posto, già operativi in tutti i cantieri, ci sono le attrezzature di ultimissima generazione alimentate da batterie ad alta efficienza. Restano ovviamente esclusi (per il momento!) solo i trattori o i pesanti mezzi di movimento terra.
La tecnologia utilizzata da Giunchiglia per l’intero parco atrezzi è veramente innovativa. Realizzata dalla Holding Positec e commercializzata con il marchio KRESS, si fonda non solo su batterie di nuova concezione, molto performanti ma soprattutto su un sistema di ricarica “intelligente”: è una ricarica rapida (8 minuti!) garantita da n. 3 potenti Cyber Tank (strutture fisse poste sugli autocarri del peso di circa Kg. 200), che garantiscono la piena potenza di tutte le batterie necessarie alle lavorazioni della giornata.
Le principali attrezzature a batteria di Giunchiglia
- Svettatoi e potatori telescopici: Strumenti dotati di un’asta allungabile. La testata di taglio (che può essere una catena da motosega o una lama troncarami) è azionata da un motore elettrico posizionato in punta o alla base, bilanciando il peso.
- Motoseghe da potatura: Leggere, bilanciate e dotate di impugnatura superiore (top handle). Permettono tagli rapidi e precisi sulle ramaglie, azionandosi solo nel momento esatto in cui si preme il grilletto.
- Tosaerba e decespugliatori: Ideali per rifinire i bordi del prato e i contorni delle aiuole geometriche o dei camminamenti, senza l’intralcio di cavi elettrici o il peso di un motore a miscela.
- Soffiatori: Utilizzati per radunare le foglie o la segatura dopo la potatura. I modelli a batteria sono celebri per la drastica riduzione dell’inquinamento acustico rispetto ai corrispettivi a scoppio. Niente più condomini svegliati all’alba d’improvviso.
Perché hanno un basso impatto ambientale?
Le attrezzature a batteria riducono l’impronta ecologica del cantiere di giardinaggio attraverso tre fattori chiave:
- Zero emissioni dirette di gas serra: Non bruciando idrocarburi (benzina o miscela olio/benzina), questi motori non rilasciano nell’aria anidride carbonica (CO₂), monossido di carbonio, idrocarburi incombusti o particolato fine (PM₁₀ e \(PM_{2.5}\)). L’aria intorno all’operatore e all’area residenziale resta perfettamente pulita.
- Annullamento dell’inquinamento acustico: I motori elettrici a batteria sono incredibilmente silenziosi. Riducono drasticamente il rumore rispetto ai motori a scoppio. Questo fattore tutela la salute dell’udito del giardiniere, evita di disturbare i vicini di casa e non spaventa la fauna locale (come uccelli e piccoli animali che nidificano sugli alberi).
- Eliminazione dei liquidi inquinanti: Non richiedendo miscela o carburante, viene azzerato il rischio di sversamenti accidentali di benzina sul terreno, un fenomeno che può contaminare il suolo o il prato appena posato. Anche il consumo di olio per la lubrificazione delle catene è ridotto e spesso si utilizzano oli vegetali biodegradabili.
Vantaggi pratici per l'operatore
Oltre ai benefici ecologici, la tecnologia a batteria migliora drasticamente la giornata lavorativa:
- Efficienza energetica totale: Il motore consuma energia solo quando la lama sta effettivamente tagliando. Nei motori a scoppio, il motore rimane spesso acceso “al minimo” mentre il giardiniere sposta i rami o valuta il taglio successivo, sprecando carburante.
- Assenza di vibrazioni: I motori elettrici generano pochissime vibrazioni. Questo riduce drasticamente l’affaticamento delle braccia e previene problemi articolari a lungo termine per il professionista.
- Manutenzione quasi zero: Non ci sono candele da sostituire, filtri dell’aria intasati dal fogliame o carburatori da pulire. Gli strumenti sono sempre pronti all’uso inserendo semplicemente la batteria carica.
- Sostenibilità a lungo termine (Sistemi a batteria condivisa): I marchi professionali utilizzano un’unica batteria intercambiabile per tutti gli attrezzi (soffiatore, motosega, tagliasiepi). Questo riduce il numero di accumulatori da produrre e successivamente smaltire.
Al lavoro con Giunchiglia: LA POSA DEL PRATO “PRONTO EFFETTO”.
La realizzazione di un giardino prevede sempre un ordine preciso dei lavori, a cominciare dalla predisposizione del cantiere. La posa del prato a rotoli, che sa “vestire” con eleganza il giardino, rappresenta solo l’atto finale di una serie di lavorazioni. Fatta salva la necessaria manutenzione, la sua durata nel tempo dipende infatti dalle fasi strutturali che hanno preceduto la posa. Vediamole in sintesi.
Fase 1: Bonifica e preparazione profonda del terreno
Prima di stendere qualsiasi filo d’erba, il suolo deve essere lavorato per ospitare e far sviluppare le radici. Queste le principali lavorazioni:
- Pulizia iniziale: Si eliminano sassi, macerie residue da cantiere, radici e vecchie piante infestanti.
- Fresatura / Fresatura profonda: Tramite una motozappa o un motocoltivatore, il terreno viene scompattato a una profondità di circa 15-20 cm. Questa operazione garantisce la porosità necessaria per evitare i ristagni idrici.
- Ammendamento e correzione della struttura: Se il suolo è troppo argilloso o duro (situazione tipica nei cantieri edilizi), si integra della sabbia silicea e del terriccio organico (torba) per alleggerirlo, migliorando il drenaggio.
Fase 2: Realizzazione dell'impianto di irrigazione
L’impianto deve essere interrato prima del livellamento finale del suolo. Quindi sono effettuate diverse lavorazioni:
- Scavo dei canali e posa delle tubazioni: Si tracciano e si scavano le trincee a una profondità di circa 25-30 cm per proteggere i tubi dalle future lavorazioni del prato (come l’arieggiatura). I tubi principali posati sono in polietilene ad alta densità. Le linee sono divise in “zone” gestite da elettrovalvole per garantire la giusta pressione dell’acqua a ogni irrigatore.
- Posizionamento degli irrigatori (Pop-up): Gli irrigatori a scomparsa vengono agganciati e posizionati lungo i bordi e gli angoli, per assicurare una copertura incrociata a pioggia. La testa dell’irrigatore è posizionata a filo con il livello finale del terreno battuto, tenendo conto dello spessore della zolla di prato.
Fase 3: Realizzazione e delimitazione dell'aiuola
Le aiuole vengono separate nettamente dal prato per facilitare la manutenzione. Questo comporta una serie di operazioni:
- Scavo di sagomatura e bordo di contenimento (Lamina / Profilo): Si delimita la forma geometrica o sinuosa desiderata rimuovendo la terra in eccesso. La bordatura installata funge da barriera fisica: impedisce all’erba del prato di invadere l’aiuola e mantiene confinati i sassi all’interno.
- Posa del telo pacciamante geotessile e piantumazione: Per evitare la crescita di erbe infestanti sotto la ghiaia, l’intera superficie interna dell’aiuola viene rivestita con un telo antiradice drenante. Nel telo vengono praticati tagli a “X” dove vengono messe a dimora le piante.
- Finitura superficiale con ciottoli: L’aiuola viene riempita con uno strato generoso di ghiaino rosa o ciottoli decorativi, livellati attorno ai pozzetti tecnici, per mantenere l’area pulita e ispezionabile.
Fase 4: Livellamento finale e rullatura del letto di posa
Si tratta delle operazioni di finitura e correzione di eventuali imperfezioni:
- Rastrellatura di precisione: con un rastrello largo si esegue il livellamento fine per eliminare ogni minimo avvallamento. Il terreno deve essere dritto, pianeggiante e inclinato solo leggermente verso l’esterno per favorire lo scolo dell’acqua piovana.
- Concimazione “Starter” e prima rullatura del terreno: si distribuisce un concime granulare specifico per lo sviluppo radicale ad alto contenuto di fosforo. Questo passaggio accelera notevolmente l’attecchimento. Si passa poi un rullo da giardino per compattare il suolo ed evitare che si creino buche o cedimenti quando ci si camminerà sopra. Un test comune prevede di camminarci sopra: se il piede lascia un’impronta minima e non sprofonda, il letto è pronto.
Fase 5: Posa del prato pronto a rotoli
La posa viene eseguita subito dopo la consegna, poiché i rotoli estratti in vivaio devono essere posati tassativamente entro 24-48 ore.
- Punto di partenza e srotolamento falsato a scacchiera: Si inizia sempre appoggiando la prima fila lungo il bordo dritto più lungo del giardino (ad esempio un marciapiedi). I rotoli vengono stesi a file parallele. La regola fondamentale è sfalsare le giunzioni corte tra le file (come nella posa dei mattoni). Questo impedisce la creazione di canali continui in cui l’aria potrebbe infilarsi e seccare i bordi delle zolle.
- Accostamento serrato, tagli e rifilature dei dettagli: Le zolle sono accostate con forza l’una all’altra, comprimendole lateralmente per eliminare qualsiasi fessura o spazio vuoto. Non devono esserci sovrapposizioni (creerebbero dossi) né distanze (creerebbero solchi e favorirebbero le erbacce). Con un apposito taglierino o coltello seghettato, si sagomano le zolle intorno alla bordatura dell’aiuola, lungo i muretti e intorno alle teste degli irrigatori pop-up, assicurando l’aderenza geometrica.
Fase 6: Trattamento post-posa ed irrigazione cruciale
- Seconda rullatura: Subito dopo aver completato la stesura, si passa nuovamente il rullo sopra il prato verde. Questo passaggio elimina le bolle d’aria intrappolate e assicura che le radici della zolla siano a intimo contatto con il terreno sottostante.
- Irrigazione di saturazione immediata: Questo è il passaggio più critico: a pochi minuti dalla posa, il prato riceve un’irrigazione massiccia (circa 10-15 litri d’acqua per metro quadro). L’acqua penetra completamente la zolla e bagna i primi 10 cm del terreno sottostante. Sollevando un angolo del rotolo si deve verificare che il terreno sotto sia visibilmente fangoso ed inzuppato. .
Manutenzione delle prime due settimane
Durante i primi 10-15 giorni, le radici inizieranno a colonizzare il nuovo terreno. Il prato non deve mai asciugarsi, a irrigato 1 o 2 volte al giorno nelle ore fresche, evitando le ore serali per scongiurare malattie fungine. Il prato sarà calpestabile in sicurezza per i tagli e le normali attività domestiche dopo circa 15 giorni.
Al lavoro con Giunchiglia: CAMMINAMENTO, BARBECUE E ULIVI SECOLARI.
La realizzazione di un giardino ben progettato può prevedere l’integrazione di elementi strutturali in pietra e la valorizzazione di piante monumentali. Le immagini documentano ad esempio la posa di camminamenti (il “passo giapponese”) e una robusta costruzione di strutture rialzate destinate ad ospitare, in questo caso, ulivi secolari. Sono passaggi intermedi fondamentali prima della stesura del prato scelto dalla committenza, il “pronto effetto” ormai protagonista di tantissime realizzazioni Giunchiglia. Ecco una descrizione sintetica delle lavorazioni che hanno dato vita a questo particolare giardino.
Fase 1: Posa camminamenti e pavimentazione
Il camminamento è progettato per unire il patio principale alla zona barbecue di fondo, offrendo un passaggio stabile che evita un ripetuto e problematico calpestio dell’erba negli stessi punti.
– Tracciamento, scavo e preparazione del letto di fondo: la linea del percorso è evidenziata delle bandierine di riferimento. Viene rimosso lo strato superficiale di terreno per una profondità pari allo spessore della lastra più circa 5-10 cm per il letto di posa. Per evitare che le lastre sprofondino o si inclinino nel tempo con il passaggio delle persone o i cedimenti del terreno, si stende un letto di sabbia silicea o stabilizzato fine, che viene livellato e battuto.
– Posa delle lastre di gres o pietra e messa in quota: vengono posate grandi lastre rettangolari a spessore maggiorato (tipicamente 20 mm). La distanza tra il centro di una lastra e l’altra rispetta il passo naturale (circa 60-65 cm). Ogni lastra viene battuta delicatamente con un martello di gomma. Le lastre sono collocate leggermente sopra il livello della terra nuda, in modo che, una volta steso il prato a rotoli, il filo dell’erba e la superficie della pietra si trovino complanari, facilitando anche il passaggio del tosaerba.
– Zona Barbecue: Sul fondo, le medesime piastrelle vengono accostate per creare una vera e propria piazzola pavimentata stabile e sicura, isolando i piedi del barbecue dal contatto diretto con il terreno o l’erba.
Fase 2: Piantumazione ulivo e costruzione aiuola
L’ulivo secolare è il doppio punto focale del giardino. Per isolarlo dal prato e dargli risalto, è stata realizzata un’aiuola quadrata geometrica a doppio livello, utilizzando lastre di in acciaio Corten (o ferro zincato/verniciato). L’esemplare viene posizionato con una gru o un miniescavatore. Trattandosi di una pianta che teme fortemente l’umidità radicale, il colletto della pianta viene mantenuto volutamente più alto rispetto al livello del terreno (piantumazione a bauletto). Le robuste lamine di contenimento sono posizionate a squadro e i giunti d’angolo vengono saldati sul posto a filo continuo, assicurando rigidità e in deformabilità alla struttura.
Fase 3: Micro-irrigazione dedicata e finitura estetica
All’interno della fioriera, a viene posata un’ala gocciolante o un tubo di polietilene nero flessibile. L’ulivo richiede un apporto d’acqua controllato e localizzato, completamente indipendente e separato dai classici irrigatori pop-up che bagnano il prato a pioggia. Il livello superiore e quello inferiore dell’aiuola geometrica vengono poi riempiti internamente con terreno fertile e coperti da un telo pacciamante. La superficie viene completata con un manto di ciottoli bianchi di marmo di Carrara, che creano un forte contrasto cromatico moderno con il metallo scuro delle lamine e la corteccia nodosa dell’albero. Sul perimetro del livello inferiore vengono piantati piccoli cespugli di fiori bianchi da bordura, mentre fari a LED da esterno illuminano il tronco dal basso durante la notte.
Al lavoro con Giunchiglia: LE NECESSARIE POTATURE.
L’esperienza Giunchiglia nella potatura è la migliore assicurazione sul benessere dei vostri arbusti e alberi ornamentali. L’operazione è infatti fondamentale per mantenere le piante rigogliose, sicure e con una chioma equilibrata. Quando si lavora da terra su alberi di medie dimensioni, l’uso di aste telescopiche permette di raggiungere i rami alti senza scale, con costi manutentivi ridotti; tuttavia, richiede una tecnica precisa per non danneggiare la corteccia. Ecco come opera professionalmente Giunchiglia.
Fase 1: Valutazione visiva e scelta del momento
Prima di effettuare qualsiasi taglio, viene osservata la struttura complessiva dell’albero per poi effettuare una serie di valutazioni tecniche, individuando i rami da rimuovere (secchi, spezzati, malati, …), compresi quelli interferenti che limitano luce e aria al centro dell’albero o visibilmente deboli. La valutazione si estende poi alla sicurezza: rami eccessivamente protesi verso zone di passaggio pedonale o strutture critiche (il classico ramo che copre la gronda o il segnale stradale).
Fase 2: Taglio corretto con troncarami telescopico
Il taglio di Giunchiglia è eseguito a regola d’arte, senza danni per la corteccia. Si comincia dalla tutela del lavoro, con l’operatore che indossa tutti i DPI di legge (Dispositivi di Protezione Individuale), posizionandosi lateralmente rispetto alla verticale del ramo interessato (per evitare che il legno cadendo lo colpisca). Per evitare lo scosciamento (lo strappo della corteccia lungo il tronco principale dovuto al peso del ramo che cade), si effettuano tre tagli: il primo sul lato inferiore del ramo, a circa 20-30 cm dal tronco, profondo circa 1/3 del diametro; il secondo qualche centimetro più all’esterno rispetto al primo. Il ramo si spezzerà nettamente, senza portarsi dietro la corteccia del tronco; il terzo è di rifinitura, con la rimozione del moncone ma rispettando il “collare” del ramo. In questo modo la pianta potrà attivare le sue difese naturali e cicatrizzare rapidamente la ferita tramite il “callo di compartimentazione”.
Fase 3: Regole di alleggerimento della chioma
Giunchiglia osserva la regola del 25%: non rimuove mai oltre un quarto della chioma, per non stressare negativamente l’albero, mantenendo la contempo la forma naturale. Ad esempio, si interviene sulle punte esterne solo per contenere lo sviluppo o per pareggiare le asimmetrie generate da rotture causate dal vento o dal carico di neve.
Fase 4: Raccolta e gestione di residui e ramaglie
La potatura pulita di Giunchiglia si conclude con l’organizzazione ordinata del cantiere di lavoro, dall’accatastamento dei rami, raccolti progressivamente e radunati, dispositi in pile e organizzati secondo il diametro, per semplificare le operazioni di smaltimento. Le ramaglie accumulate verranno caricate su un mezzo cassonato o inserite direttamente in un biotrituratore (cippatrice) sul posto. Il materiale sminuzzato (cippato) potrà poi essere riutilizzato come pacciamatura naturale per le aiuole del giardino stesso o conferito ai centri di compostaggio verde.
Progettazione, realizzazione, manutenzione.
Tutto il verde si fa Giunchiglia.
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE GIARDINI. LE NOSTRE REFERENZE.
Già come Cooperativa “La Giunchiglia” e ora come “Giunchiglia”, il territorio di riferimento anagrafico e storico dal 1985 è stato innanzitutto il Comune di Collecchio. Grazie all’espansione delle attività, con progressive collaborazioni con i Comuni pedemontani e anche con una significativa partecipazione alla Manutenzione del verde pubblico di Parma, Giunchiglia si è guadagnata l’attenzione di numerose aziende e amministrazioni condominiali e di tanti privati, ampliando e differenziando ulteriormente i propri interventi. Di seguito, diamo conto di alcune referenze publiche e aziendali che consolidano la nostra reputazione.
ENTI TERRITORIALI
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Comune di Collecchio
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Comune di Sala Baganza
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Comune di Felino
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Comune di Fornovo Taro
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Comune di Calestano
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Comune di Traversetolo
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Comune di Montechiarugolo
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Comune di Parma
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Comune di Polesine Zibello
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Comune di San Secondo
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Parma Infrastrutture
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Azienda USL di Parma
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San Donnino Multiservizi Fidenza
CONSORZI E FONDAZIONI
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Fondazione Cariparma
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Consorzio Paganini
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Fondazione Toscanini
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Conservatorio Arrigo Boito
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Fondazione Mario Tommasini
ENTI PARCO E ASSOCIAZIONI
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Ente Regionale Parchi Emilia Ovest
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Comunità Ebraica
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Ludens Centro Sportivo
-
Rosa dei Venti APS
-
C.A.I. odv
AZIENDE
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Pizzarotti Prefabbricati
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Alfa Laval
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Premier Tech Cronos
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Berni & Berni
-
Scatolificio Pocaterrra
-
IFIR srl
-
Logik srl
-
COSMA srl
-
Impresa COGESTRA
-
Impresa Tarasconi
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Idea Studio Associato
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Morganti srl
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STV di Salati & C
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Bonifiche Servizi Ambientali SRL
-
Coop. Al Parco SCS
-
Food Machinery Service SRL
-
LE SAS srl
-
SA.TE.CO spa
-
Carbognani SPA
-
Peri F.lli SRL
-
Il Campo d’Oro SCS
-
Cantarelli SPA
-
Azzolini SRL
-
SIRIO SCS
-
FELSINEA srl
-
CAMST scarl
-
Vivaldi & Cardino SRL
-
Hotel F52
-
30 Condomini


